E’ una cosa che manca completamente in Italia.
L’ho notato gironzolando per le strutture pubbliche, che per motivi familiari sto frequentando con maggiore assiduità: comune, ospedale, regione, etc… E’ tutto un fiorire di assurdi cartelli, scritti in burocratese, stampati su fogli A4 utilizzando “comic sans” corpo 11 – praticamente invisibile – come font (e come ve lo dobbiamo dire che FA SCHIFO!), infarciti di clipart microsoft dall’oscuro significato (tra l’altro, avete mai notato come le più brutte, quelle con gli omini deformi, siano quelle inserite di default nei pacchetti office, mentre le più decenti si possono solo scaricare successivamente – e gratuitamente?), infilati in cartellette trasparenti con i buchi, modello per archiatore, e appesi con del nastro adesivo dell’ultimo trasloco “Gondrand” svolazzante su un palo?
Credo che siamo il peggio in Europa. Non dico di avvicinarsi all’ineguagliabile modello danese, dove immagino sia un reato per un cittadino di Roskilde – per dire – utilizzare un font che non sia stato approvato dal graphic designer del borgomastro, immaginando quella – il grafico, non il borgomastro – la più alta figura al vertice della pubblica amministrazione locale. Non immagino nemmeno i Paesi Bassi, dove guai a non utilizzare qual punto di rosso specifico nella comunicazione istituzionale, oppure un altro arancione rispetto a quello tradizionale per colorare la bicicletta. Mi accontenterei, che ne so, dell’Austria o della Slovenia, con la loro semplicità alpina, dove l’essenzialità, pur con diverse forme di libertà espressiva, è la regola: cioé, si può anche scegliere un carattere con le grazie o uno bastone indifferentemente, ma magari non nello stesso testo o due testi affiancati.
In Italia queste cose fanno schifo. Poi mi si chiede: “ma come non ha visto il cartello?“. No, cazzo, non l’ho visto: ti stai riferendo putacaso a quello che sembra una foto segnaletica di una papera-clipart con una scritta “ATTENZIONE” – così, tutto maiuscolo, come a volerlo urlare al mondo, e più sotto il testo pressoché invisibile che recita “a seguito dell’entrata in vigore del regolamento regionale 5/09 è fatto obbligo agli assistiti della categoria B.5 e residenti dei comuni nella zona 4-ASL.MI1, che i servizi relativi saranno erogati presso lo sportello del comune di Paderno Dugnano”?
Lo volete capire, cari miei pubblici impiegati, che avete il senso estetico di un lemure?