Per capire la rivoluzione del costume in questo Paese basta ascoltare le canzoni di Lucio Battisti, che affrontano tematiche spinose e contengono espliciti riferimenti a scottanti temi sociali. E non serve nemmeno ascoltarle al contrario: anzi, è proprio al ripetizione continua nei falò in campeggio con l’oratorio e quello che suona la chitarra e il canzoniere scout che le rendono innocue: eppure secondo me han provocato sconquassi a livello del subconscio:
- La più famosa è la perversa è “La canzone del sole“, che narra del ricordo di una sega fatta da una ragazzina;
- “Balla Linda” è più pudica: mentre la tua ragazza si esibisce in una pole dance solo per te tu pensi alla tua ex che era pure una stronza;
- Francesca di “Non è Francesca” è proprio una vacca che se ne va in giro nella tua stessa città con un altro senza nemmeno avere il pudore di nascondersi e senza nemmeno avertelo detto;
- In “Acqua azzurra, acqua chiara“, dopo che il protagonista si è lasciato con una ragazzina vergine va a mignotte;
- “Dieci ragazze” è la storia di un harem e di un puttaniere (ma non ha certo riferimenti con la stretta attualità);
- “Il tempo di morire” non è altro che un tentativo di prostituzione malriuscito (si sa infatti che le donne sono sensibili ai diamanti ma non alle moto);
- In “Innocenti Evasioni” le evasioni non sono affatto innocenti: un uomo è pronto per portarsi a letto l’amante e la moglie gli piomba in casa improvvisamente (tra l’altro non ha nemmeno le palle per aprire la porta all’amante);
- “Con il nastro rosa” è la storia, tristissima, di un uomo che ha appena avuto una figlia ma pensa solo a cercarsi altre donne in giro;
- “Dolce di giorno“, inspiegabilmente una delle meno conosciute, è la storia di una ragazza che la fa annusare ma poi non si decide a mollarla: alla fine il suo fidanzato, stremato dai sintomi dell’orchite, la lascia;
- “Sì, viaggiare” è l’unica canzone “politica”: un inno al razzismo, praticamente;
- Il “29 settembre” il protagonista si è fatto una sveltina ed ha voluto rendercene edotti (salvo poi fintamente pentirsi);
- “Fiori rosa fiori di pesco” presuppone un finale, invero non scritto ma ampiamente sottinteso, con un utile triangolo per concludere una serata altrimenti pessima;
- Lei e lui sono amanti, lei è sposata e lei lascia lui (l’amante e non lo sposo): l’amante ci rimane male (ma insomma, doveva pur aspettarselo da una che tiene il piede in due scarpe); è la storia di “Prendila così“;
- …e per finire “Emozioni” è un inno all’assunzione di droghe sintetiche, che ti permettono di fare cose stupide di cui potersi sentire fieri;